Il Cisto,
 

è un fiore rugoso molto particolare, dal profumo forte e ribelle, fiorisce nei mesi primaverili ed è caratterizzato da colori rosa e bianchi molto intensi.
E’ una pianta molto forte, in grado di adattarsi alle diverse condizioni ambientali, anche le più ostili e crescere e popolarsi molto repentinamente.
E’ caratterizzata da una fioritura che dura circa ventiquattro ore.
Ha acquisito nel tempo il nome di “amante del fuoco”, non solo per la sua forza ma anche perché nasce e cresce molto facilmente nei suoli devastati dagli incendi.
Pianta molto popolare fin dai tempi delle piramidi e dei faraoni, grazie alla sua resina ritenuta balsamica e un toccasana.
Nell’ Antica Grecia, veniva utilizzata la resina estratta dal cisto, il laudanum, in grado di curare infezioni, tosse, raffreddore e tanti altri disturbi.
Non erano a conoscenza delle sue innate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dell’intera pianta oltre alla resina.
Viene chiamato assieme ai fiori di bach la “rosa delle rocce”.
Noi di biofabene, abbiamo deciso di proporre prodotti eco-bio con ingredienti naturali come il cisto, uno degli elementi essenziali del benessere psico-fisico.
Quel benessere psico-fisico che nasce dalla necessità di risolvere problemi giornalieri che affannano e impensieriscono le nostre giornate.
 

I benefici del cisto sulla nostra salute

L’ attenzione verso rimedi naturali che concede la natura è andato via via crescendo nel corso dei decenni.
Rimedio naturale contro disturbi respiratori, febbre, problemi intestinali, il cisto risulta essere un ottimo antiinfiammatorio anche per la cura della pelle.
Il cisto è ammirato per essere una pianta ricchissima di polifenoli e in grado di aumentare le difese immunitarie letteralmente immobilizzando batteri e virus cause di disturbi.
In campo cosmetico viene utilizzata la resina del cisto come aromatizzante e come fissativo.
L’olio essenziale di cisto, così come il girasole, presenta proprietà idratanti e rassodanti per la nostra pelle.
Viene ritenuto un elemento pregiato in campo cosmetico non solo per le sue innumerevoli proprietà e il suo profumo dall’ effetto persistente e duraturo ( Si dice duri addirittura ventiquattro ore) ma anche perché non è affatto semplice reperire il suo olio essenziale. Il suo persistente odore ricorda la pianta di rosmarino.
Utilizzato come ingrediente nei prodotti biologici come lo shampoo al cisto ad azione anti-forfora e per capelli grassi, in grado di riequilibrare il cuoio capelluto.
E’ possibile preparare un thè dalle foglie di questa pianta, lasciandole in infusione per circa cinque minuti per poi filtrarla. Se la si vuole rendere più amara, basterà lasciarla in infusione più tempo.
Un thè al cisto dall’effetto balsamico, fresco e dal gusto deciso.
 

Il cisto, nominata pianta dell’anno!

A ridosso dell’inizio del ventunesimo secolo il cisto fu premiato in Europa come pianta dell’anno grazie alle sue proprietà ricche di polifenoli, sostenendo e potenziando il nostro sistema immunitario e risultando un ottimo integratore alimentare senza effetti collaterali.
Sorprende per le sue attività antivirali contro i virus Hiv e contro l’ebola, scoperta recentemente.
Nel linguaggio dei fiori viene indicato come il simbolo della gelosia molto probabilmente dovuta alla sua repentina capacità infiammabile oppure dettato dagli stami che si agitano senza una particolare sollecitazione o motivazione.
 

Controindicazioni

Non presenta particolari controindicazioni, ma non bisogna abusarne per l’utilizzo di infusi e tisane. Potrebbe causare nausea e possibili allergie.
Il suo utilizzo per le donne in gravidanza deve essere valutato da un medico.

 

Curiosità

Secondo una leggenda, nell’antica Grecia durante un consiglio degli dei sul Monte Olimpo, si decise che il cisto era ideale per guarire le ferite dei guerrieri in battaglia.
Ma la completa disapprovazione delle dee che ritenevano fosse ideale per le cure estetiche, portò ad essere attribuito al cisto sia proprietà curative che cosmetiche.
In passato il cisto fu confuso con l’edera dall’ esperto Plinio il vecchio, che prese un abbaglio incredibile. Molto probabilmente confuse i nomi presenti nei testi greci, visto che il cisto (kisthos) e l’edera (kissos) avevano nomi greci molto simili.
Un errore grossolano che molti esperti tra cui il medico Pietro Mattioli, vissuto attorno al 1500, ritengono abbastanza curioso, senza però discuterne il valore in campo medico di Plinio il vecchio.
Il cisto, una pianta dalle mille risorse.

 

Marcello Paglialonga – Biofabene.it

 

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